Riccio

(Erinaceus europaeus)

Questi animali utilizzano indifferentemente gli ambienti boscati come pure le aree aperte naturali o create dall’attività antropica. Sono presenti dal fondovalle fino ai 1500 metri circa. Il riccio è un animale esclusivamente notturno, molto probabilmente le abitudini notturne non sono dettate tanto da esigenze di difesa, in quanto la cortina di aculei di cui dispongono li rende praticamente invulnerabili ai predatori (il gufo reale è uno dei pochi animali che sa predarli), quanto piuttosto ad un adattamento allo stile di vita delle proprie prede, che sono molto più abbondanti durante la notte. Il riccio presenta cranio allungato, un corpo tozzo a forma di pera e, soprattutto, sulla parte dorsale è completamente protetto dagli aculei. Durante il periodo invernale cade in letargo. Benchè spesso lo si ritenga uno stretto insettivoro in realtà ha una dieta piuttosto varia tale da risultare onnivora. L'alimentazione, infatti, si basa principalmente di invertebrati di vario tipo, ma è arricchita da uova e nidiacei, rettili ed anfibi, come pure ghiande e bacche. È molto importante sottolineare che se si rinviene un piccolo riccio orfano, il latte è un alimento da evitare poiché non solo non può digerirlo, ma provoca forte diarrea che conduce alla morte dell'animale.

Comportamento e segni di presenza
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Se minacciato il riccio si nasconde sotto le proprie spine.